CORSE E PSI, IL CAVALLO PIU' VELOCE DEL MONDO
Quando si parla di velocità nel mondo equestre, c’è una razza che domina incontrastata da oltre tre secoli: il Purosangue Inglese, conosciuto a livello internazionale come Thoroughbred. È il cavallo simbolo delle corse al galoppo, capace di raggiungere velocità superiori ai 70 km/h, combinando forza, resistenza ed eleganza come nessun’altra razza.
Dietro le sue straordinarie prestazioni si nasconde una storia affascinante, fatta di selezione genetica, allevamento e passione per l’ippica, che ha dato vita a uno degli atleti più incredibili del regno animale.
Le origini del Purosangue Inglese
Sebbene la nascita ufficiale del Purosangue Inglese (PSI) venga fatta risalire al 1793, anno della creazione dello Stud Book, il libro genealogico dei cavalli da corsa inglesi, la sua storia inizia molto prima.
Già durante la dominazione romana della Britannia furono introdotti cavalli orientali, in particolare esemplari di origine berbera, utilizzati per le corse e l’allevamento. Nei secoli successivi, soprattutto durante le Crociate e grazie agli intensi rapporti commerciali con il Mediterraneo, continuarono ad arrivare in Inghilterra cavalli provenienti dal Medio Oriente, dalla Siria, dalla Turchia e dal Nord Africa.
Questi animali erano apprezzati per la loro velocità, agilità e resistenza, qualità che gli allevatori inglesi iniziarono a selezionare con grande attenzione.
Lo Stud Book: nasce ufficialmente il Purosangue Inglese
Il General Stud Book, pubblicato nel 1793, rappresenta il punto di partenza ufficiale della razza moderna.
Tutti i Purosangue Inglesi discendono da circa 50 fattrici, conosciute come Royal Mares, e da tre celebri stalloni orientali che hanno rivoluzionato l’allevamento equino:
- Byerley Turk
- Darley Arabian
- Godolphin Barb (o Godolphin Arabian)
A questi viene spesso affiancato anche un quarto importante riproduttore, il Curwen Bay Barb, che contribuì in modo significativo al patrimonio genetico della razza.
Ancora oggi la quasi totalità dei Purosangue da corsa nel mondo può essere ricondotta, attraverso la linea paterna, a questi straordinari stalloni.
Contrariamente a quanto il nome potrebbe suggerire, il Purosangue Inglese non nasce esclusivamente in Inghilterra.
Le sue radici sono profondamente orientali.
Le Royal Mares erano infatti cavalle provenienti da diverse aree del Medio Oriente e del Nord Africa oppure incroci tra razze qualI Berbero;Arabo;Turco;Siriano.
Erano cavalle già selezionate per la velocità su brevi distanze, spesso intorno ai 400 metri.
Il grande merito degli allevatori inglesi fu quello di perfezionare queste qualità attraverso una rigorosa selezione, ottenendo un cavallo più alto, potente, resistente e adatto alle corse su distanze più lunghe.
Perché è considerato il cavallo più veloce del mondo? Il protagonista assoluto delle corse al galoppo
Il Purosangue Inglese è stato selezionato esclusivamente per correre.
Ogni caratteristica anatomica contribuisce alle sue eccezionali prestazioni:
- arti lunghi e potenti;
- torace profondo, che ospita un apparato cardiopolmonare estremamente efficiente;
- spalle inclinate che favoriscono una falcata ampia;
- muscolatura asciutta e sviluppata;
- peso contenuto rispetto alla potenza espressa.
Durante una gara, un Purosangue può raggiungere velocità superiori ai 70 km/h, mantenendole per centinaia di metri. Alcuni campioni hanno registrato punte ancora più elevate, confermando il primato della razza nel mondo delle corse.
Il Purosangue Inglese è l’unica razza ammessa nelle più importanti competizioni ippiche internazionali.
Ogni anno milioni di appassionati seguono eventi leggendari come:
- il Kentucky Derby negli Stati Uniti;
- il Prix de l’Arc de Triomphe in Francia;
- il Derby di Epsom in Inghilterra;
- la Dubai World Cup negli Emirati Arabi Uniti;
- la Melbourne Cup in Australia.
Dietro ogni gara ci sono anni di allevamento, preparazione atletica e un lavoro di squadra che coinvolge allevatori, allenatori, veterinari, fantini e groom.
La sua falcata può superare gli 8 metri, mentre il cuore, durante lo sforzo, può arrivare a battere oltre 220 volte al minuto, pompando enormi quantità di sangue ai muscoli.
Anche l’apparato respiratorio lavora in perfetta sincronia con il movimento: a ogni falcata corrisponde un respiro, permettendo al cavallo di sfruttare al massimo l’ossigeno disponibile.
È questa straordinaria efficienza biomeccanica che rende il Purosangue un atleta praticamente insuperabile.
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