Neck Rope e collare per cavalli: dalle origini numide al metodo Parelli
Oggi il neck rope, il semplice collare utilizzato intorno al collo del cavallo, è diventato uno degli strumenti più conosciuti del natural horsemanship. Viene spesso associato al metodo Parelli e alla ricerca di una comunicazione più sottile tra cavallo e cavaliere.
Eppure, l’idea di guidare un cavallo senza morso e con un semplice collare non è affatto moderna. Le sue origini ci portano indietro di oltre duemila anni, fino ai cavalieri della Numidia, nell’Africa settentrionale.
Il collare numida: cavalcare senza morso più di 2.000 anni fa
I Numidi, popolazioni stanziate principalmente tra l’attuale Algeria orientale e la Tunisia, erano famosi nel mondo antico per la loro abilità equestre.
Le fonti storiche li descrivono mentre cavalcavano senza sella e senza una normale briglia, utilizzando soprattutto gambe, voce e un semplice sistema di corde o collare intorno all’incollatura del cavallo. Il collare Numida
Strabone raccontava che questi cavalieri guidavano i propri cavalli con una semplice corda al posto del morso e sottolineava quanto fossero vivaci ma allo stesso tempo docili. Il collare Numida
Questo antico finimento è oggi conosciuto come collare numida.
Le testimonianze nei mosaici romani
Non si tratta soltanto di racconti scritti.
Diversi mosaici dell’epoca romana mostrano cavalli equipaggiati con un collare alla base dell’incollatura. Tra le testimonianze ricordate nel documento troviamo i mosaici di Oudna, El Djem e Althiburus, risalenti soprattutto al III e IV secolo d.C. Il collare Numida
In alcune rappresentazioni compaiono insieme sia il collare sia il morso, segno di una fase nella quale differenti tradizioni equestri potevano convivere.
Queste immagini rendono particolarmente interessante il confronto con alcuni strumenti utilizzati oggi nel natural horsemanship.
Dai cavalieri antichi al neck rope moderno
Il principio alla base del moderno neck rope per cavalli è molto semplice: ridurre progressivamente la dipendenza dalle redini e utilizzare maggiormente assetto, gambe, pressione, rilascio e linguaggio del corpo.
È proprio questo approccio che ha reso il collare particolarmente popolare nelle discipline di natural horsemanship.
Il metodo Parelli, sviluppato da Pat Parelli, ha contribuito notevolmente alla diffusione di questo tipo di lavoro, soprattutto attraverso esercizi da terra, comunicazione progressiva e monta con attrezzatura sempre più essenziale.
Il concetto, però, ha precedenti molto più antichi.
Nel documento dedicato al collare numida viene persino descritta una rappresentazione antica nella quale un cavaliere utilizza una piccola verga flessibile insieme al collare, elemento che l’autore mette in relazione con strumenti moderni come il Carrot Stick. Il collare Numida
E i nativi americani?
Anche le culture equestri dei popoli nativi americani sono spesso associate a un modo di cavalcare con attrezzatura essenziale.
Dopo l’introduzione del cavallo nel continente americano, diverse popolazioni svilupparono tecniche estremamente raffinate di gestione e monta, utilizzando in molti casi corde, lacci e semplici finimenti al posto delle briglie europee più elaborate.
È però importante non semplificare troppo la storia: non esiste una linea diretta documentata che colleghi il collare numida, i nativi americani e il moderno neck rope Parelli.
Piuttosto, possiamo parlare di soluzioni simili sviluppate in epoche e culture differenti, tutte accomunate dalla ricerca di una comunicazione più essenziale con il cavallo.
Neck rope: molto più di una semplice corda
Oggi il neck rope viene utilizzato soprattutto come strumento di comunicazione e come verifica del livello di intesa raggiunto tra cavallo e cavaliere.
Non significa semplicemente “togliere la briglia”.
Per lavorare correttamente con un collare sono necessari preparazione, gradualità e un cavallo educato a rispondere agli aiuti del corpo.
La sua semplicità è forse proprio ciò che lo rende così affascinante.
Una storia equestre lunga oltre duemila anni
Quando vediamo oggi un cavallo montato con un semplice collare, potremmo pensare a una delle innovazioni introdotte dal natural horsemanship moderno.
La storia racconta qualcosa di diverso.
Già i cavalieri numidi dell’antichità montavano senza morso utilizzando sistemi estremamente semplici di comunicazione. Tecniche simili riappaiono poi, con caratteristiche diverse, in numerose culture equestri.
Il neck rope moderno rappresenta quindi non tanto un’invenzione completamente nuova, quanto una nuova interpretazione di un principio molto antico:
ottenere collaborazione dal cavallo attraverso segnali sempre più leggeri, fino a rendere l’attrezzatura quasi secondaria.
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