Horse Voyage

Hobby Horse: quando l’equitazione diventa immaginazione (e sport)

Hobby Horse: quando l’equitazione diventa immaginazione (e sport)

Se sei cresciuto tra scuderie, staffe e campi in sabbia, probabilmente l’idea di fare equitazione senza un cavallo vero ti suona quantomeno… bizzarra. Eppure esiste una disciplina strutturata, con regole, competizioni ufficiali e atleti di alto livello: si chiama hobby horse.
No, non è un gioco da bambini. O meglio: non solo.

Cos’è l’hobby horse?

L’hobby horse nasce come gioco simbolico, ma negli ultimi anni – soprattutto nei Paesi del Nord Europa – si è trasformato in una vera e propria disciplina sportiva. Gli atleti montano un cavallo “immaginario”, rappresentato da una testa di cavallo su un bastone, e competono in prove di salto ostacoli, dressage e persino cross. Il cavallo non c’è, ma il lavoro fisico sì. Eccome.

Tecnica, preparazione e… fiato

Chi pratica equitazione tradizionale riconoscerà subito alcuni elementi familiari: assetto, equilibrio, precisione delle figure, ritmo, memoria dei percorsi. Nel salto, le altezze possono superare il metro – e sì, vengono saltate con le proprie gambe. Serve forza, coordinazione, elasticità e una preparazione atletica non banale. Nel dressage, invece, si giudicano la qualità delle figure, la fluidità dei movimenti e la capacità di “interpretare” il cavallo. Un esercizio che richiede concentrazione e grande controllo del corpo.

Il cavallo immaginario… ma non troppo

Una delle cose che più colpiscono chi guarda dall’esterno è il rapporto tra atleta e hobby horse. Ogni cavallo ha un nome, una personalità, una “storia”. Viene curato, personalizzato, trasportato e trattato con un rispetto sorprendentemente simile a quello riservato a un cavallo vero. Per chi vive l’equitazione come relazione, non solo come sport, questo aspetto è forse il più comprensibile.

Perché interessa anche ai cavalieri “veri”?

Molti cavalieri guardano l’hobby horse con scetticismo, altri con ironia. Ma c’è anche chi inizia a vederlo come uno strumento complementare: allenamento a terra, lavoro sulla memoria dei percorsi, coordinazione, o semplicemente un modo per continuare a “vivere il cavallo” quando non si può montare.

E poi c’è un punto fondamentale: è inclusivo. Nessun limite economico legato al mantenimento di un cavallo, nessun rischio per un animale, accessibile a chiunque abbia passione e voglia di muoversi.

Un futuro strano, ma interessante

L’hobby horse divide, fa sorridere, a volte fa discutere. Ma come molte discipline nate ai margini, sta trovando una sua identità. E forse ci ricorda una cosa che chi ama i cavalli dovrebbe conoscere bene: l’equitazione non è solo “montare”, ma immaginare, sentire, interpretare.

Anche quando il cavallo… è nella nostra testa.

Tutti gli articoli

NEPAL: Nel cuore del Mustang, in sella ai cavallini del vento Leggi tutto l’articolo Tutti gli articoli Tutti Press & Media NEPAL: …

Capodanno Cinese e Anno del Cavallo: quando energia, libertà e viaggio si incontrano Sono ufficialmente iniziati i festeggiamenti per il Capodanno Cinese, noto …

Akhal Teke: il cavallo d’oro della Via della Seta Tra le sabbie del deserto del Kara Kum, nel Turkmenistan, esiste una razza di …

Exit mobile version