Sable Island: l’isola dei cavalli sopravvissuti nel cimitero dell’Atlantico
A sud della Nuova Scozia, nel Canada, esiste un luogo al tempo stesso spettacolare e temibile. Le sue spiagge immacolate sono fatte di sabbia finissima e bianca, e le acque basse e limpide che le bagnano celano una storia oscura: questo tratto di Atlantico è soprannominato il cimitero dell’Atlantico, perché le sue correnti hanno inghiottito oltre 350 navi, innumerevoli marinai e tonnellate di oro e argento provenienti da terre lontane.
Eppure, tra vento e mare, tra dune e vegetazione costiera, sopravvive qualcosa di incredibile: i cavalli di Sable Island, gli unici abitanti permanenti dell’isola insieme a qualche uccello di passaggio. Non sono esattamente una razza definita, non sono del tutto selvatici, ma sono ciò che rimane di chi è sopravvissuto. E sopravvivere qui non è un dettaglio: l’isola è lunga 42 km e larga appena 1,5 km, con venti impetuosi e correnti letali generate dall’incontro tra la corrente del Labrador e quella del Golfo, che possono sollevare le navi come giocattoli e depositarle sui banchi di sabbia.
Oggi sull’isola vivono circa 500 cavalli, organizzati in gruppi familiari di 10-15 esemplari. Le loro origini restano un mistero: c’è chi sostiene che discendano dai cavalli acadiani sequestrati dagli inglesi nel 1700 durante la grande deportazione; altri notano somiglianze con i cavalli Barb nordafricani o con i possenti Clydesdale. Quello che è certo è che questi cavalli della sabbia, come li chiama Zoe Lucas, naturalista che ha vissuto oltre quarant’anni sull’isola, incarnano la forza della vita e la libertà.
Lucas ha dedicato la sua vita a studiare i cavalli, seguendo gli stalloni dalla giovinezza fino alla morte, osservando come sopravvivono in un ambiente privo di alberi, con scarsa vegetazione, poche sorgenti d’acqua dolce e sabbie mobili improvvise. Racconta di uno stallone gravemente ferito in una lotta, che perse un occhio ma riuscì a sopravvivere e a dare origine a una delle mandrie più forti dell’isola.
Sable Island è un luogo dove ogni impronta sulla sabbia dura il tempo di un sospiro prima di essere spazzata via dal vento. Qui, i cavalli diventano sabbia quando il loro tempo finisce, eppure lasciano un segno indelebile: simbolo di resistenza, adattamento e vita in uno dei luoghi più inospitali del pianeta. In mezzo alla bellezza e al pericolo, questi cavalli sono il cuore pulsante di un mistero che, forse, ci chiederemo un giorno se sia mai davvero esistito.
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