CURIOSITA’: The eighty – dollars champion, la storia di Snowman sugli schermi
Dopo Seabiscuit e Jappeloup, anche la leggenda di Snowman ed Herry De Leyer sarà presto sugli schermi
La storia di Snowman non è solo una favola vera di riscatto e coraggio, ma un potente simbolo di speranza che oggi si prepara a sbarcare sul grande schermo. Dopo “Seabiscuit” e “Jappeloup”, anche la leggenda del cavallo grigio e del suo cavaliere, Harry deLeyer, verrà trasformata in un film, prodotto da MGM e diretto da John Gatins.
Ma chi era davvero Snowman?
Tutto iniziò nel 1948, in un paesino della Pennsylvania, dove un giovane cavallo grigio venne utilizzato per anni come animale da tiro. Trascorse otto lunghi anni tra fatica, piaghe e abbandono, fino a quando il suo proprietario decise di liberarsene, ritenendolo troppo vecchio per essere ancora utile. Messo in vendita all’asta, nessuno sembrava interessato a lui. Il destino sembrava segnato: i cavalli invenduti finivano spesso al macello.
Fu allora che Harry deLeyer, un istruttore di equitazione di New York arrivato in ritardo all’asta, incrociò il suo sguardo. Cercava un cavallo economico per la scuola in cui lavorava. Qualcosa in quel grigio trascurato lo colpì, e decise di comprarlo per 80 dollari. Era l’inizio di una delle storie più emozionanti del mondo equestre.
Una nuova vita sotto la neve
Il cavallo arrivò nella sua nuova casa durante una nevicata, e i figli di Harry lo chiamarono “Snowman”. A partire da quel momento, il grigio cambiò vita: finalmente accudito, amato e rispettato. Ma il suo vero talento si rivelò per caso, quando iniziò a scavalcare ogni tipo di recinzione pur di tornare da Harry, dopo che era stato venduto a un vicino. Quel comportamento fece intuire una naturale inclinazione al salto ostacoli.
Harry lo riacquistò e lo allenò con pazienza. Snowman, da ex cavallo da lavoro, dimostrò una sorprendente agilità e una dedizione totale verso il suo cavaliere. In breve tempo, divennero un binomio inscindibile, pronto a sfidare chiunque in gara.
Contro ogni pronostico, a dieci anni — età in cui la maggior parte dei cavalli da competizione è già affermata — Snowman vinse la sua prima gara. Iniziò così una carriera costellata di successi: premi, podi, riconoscimenti, fino alla consacrazione come Cavallo dell’Anno. Divenne un’icona negli anni ’50, il simbolo vivente che anche chi parte svantaggiato può emergere.
Nonostante le offerte milionarie, Harry non lo vendette mai. Il valore di Snowman non era solo sportivo: rappresentava un’amicizia profonda, un legame salvifico tra uomo e animale. Dopo il ritiro, visse serenamente fino all’età di 26 anni, circondato dall’amore di chi l’aveva salvato e ammirato.
Una storia vera che diventa cinema
La vicenda di Snowman ha già ispirato il libro bestseller The Eighty Dollar Champion di Elizabeth Letts, e ora sta per diventare un film targato MGM, con la regia di John Gatins (già autore di “Flight” e sceneggiatore di “Coach Carter”). Il progetto cinematografico vuole portare sul grande schermo l’epopea di questo cavallo fuori dal comune e del suo straordinario cavaliere.
Oltre al film, è in lavorazione anche un documentario intitolato Harry & Snowman, che racconterà con immagini d’archivio, interviste e filmati originali l’incredibile legame tra i due.
In un mondo che tende spesso a scartare ciò che non è perfetto, la storia di Snowman ci ricorda che il valore di un essere vivente non si misura dal suo passato, ma dalle possibilità che può avere se qualcuno gli dà fiducia.
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